Archivio per la tag 'poesia'

21 Apr

Una bella poesia della poetessa Daniella Pasqua

Pubblicato da anyony


Riporto in questo post la blla poesia di cui ci ha fatto dono nei commenti precedenti la poetessa Daniella Pasqua

LA NATURA IN RIVOLTA

Volgono lo sguardo al cielo
rapiti, timorosi e sbigottiti.

Nubi irrequiete
si allontanano veloci
e fasci di luci abbacinanti
si diffondono su tutta la terra.

Alberi maestosi
scossi da furia di vento.

Monti innevati e minati dal boato
di massicce valanghe
che minacciano la valle
e forse… travolgendo ogni cosa.

Laghetti placidi e sonnacchiosi
si risvegliano,
e le acque si agitano
in impeti rabbiosi.

Fiumi che sfondano
i rinforzati argini travolgendo
e inondando campagne e casolari.

Tremore di terra
che apre profondi abissi
e tutto viene travolto…

La Natura è in rivolta!

Poi come se un manto di stelle
si fosse posato sul mondo,
tutto si placa.

Ma le genti incredule
e stupite non comprendono?
Ritornano impegnati e indifferenti
ai loro molteplici progetti.

Il messaggio… loro inviato
è già stato? dimenticato?

Nella foto il pluricentenario ulivo di Abano di cui Sandro ci ha tanto parlato

5 Mar

Tempo di poesia

Pubblicato da anyony


Dedicata alla luna

Fascinosa luna
alle Grigne affacciata
inondi il lago
di abbagliante chiarore.

Astro fulgente,
in una notte cristallo
disegni un disco lucente
in un cielo conturbante.

Romantica luna,
fermi i pensieri
accendendo desideri.
Abbagliante luce
che gli occhi seduce!!!

Luna fattucchiera,
per capziosa alchimia,
incateni il cuore
con filtri d?amore.

Luna parlante
nella pace
di una notte rilassante,
con silenziosa magia
inviti alla poesia?

Anyony

Ed io non sono riuscita a sfuggire alla seduzione di questa ammaliante luna

foto by Pighin

3 Mar

Un dipinto e una poesia

Pubblicato da anyony


Mandami uno spicchio di lago

Mandami aria di lago
tu che conosci ogni brezza
e che, assaporandola,
la respiri nel cuore.

Trasmettimi i colori dell?acque
mentre, immergendoti,
riconosci ogni corrente
e da essa ti lasci cullare..

Fammi risentire la pace inquietante
di un Lario troppo silente?
Inviami una piccola falce
di quella luna arrogante
che sempre si specchia incurante.

Raccogli perle di rugiada:
fanne trasparenti collane
per adornare il mio nudo collo.

Vestimi di profumi lacustri:
preziose essenze
di lussureggianti oleandri,
fiorite azalee
e aromatici rosmarini?

Donami solo uno spicchio
dell?amorevole incanto
che stai abbracciando con gli occhi,
or che, lontana, anelo ritornare.

Nella foto un mio dipinto dell?estate scorsa.

23 Gen

Una poesia di Hermann Hesse dedicata la lago

Pubblicato da anyony


Armoniosa perfezione
(ho sostituito la foto con un dipinto di Herman Hesse inviatomi da Mati che corrisponde in pieno alla descrizione fatta nella poesia)

Anche il paese,
piccolo e leggermente
acclive, porgeva al lago
l’armonico incanto
di un suo scorcio:ampi
gradini di pietra per
fare da approdo e da
lavatoio ai piedi dei
quali erano ormeggiate
alcune barche, una casa
coperta di vegetazione,
una tranquilla piazzetta
in pietra chiara con
dietro la facciata
e il campanile di una
chiesa.Era un quadro
di così armoniosa
perfezione che,
all’ultimo momento,
non osai turbare la
grazia. Rimasi al mio
posto e lasciai che quel
piccolo gioiello mi
passasse davanti e si
allontanasse divenendo
sempre più piccolo,feci
un cenno di saluto
riconoscente,
congedandomi con
discrezione.

Hermann Hesse

Questa poesia mi è stata segnalata da Pighin che ringrazio ed è pubblicata nel libro: ? Sogni e storie d’acqua?, Lago di Como, Cattaneo editore.

E così come Hermannn Hesse, lo scrittore, poeta e pittore tedesco autore di Siddharta, rimane talmente colpito da questo paese che preferisce non fermarsi, ma ammirarlo di passaggio quasi per non turbare tanta armonia, io non commento questa poesia per religiosa ammirazione, ma aggiungo un aforismo dello stesso autore:
Gran parte dei nostri sogni li viviamo con assai maggiore intensità della nostra esistenza da svegli.

Attraverso la sua poesia Herman Hesse ha fatto in modo che io vivessi un mio sogno da sveglia, grazie!

Video importato

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14 Gen

Una foto e una poesia

Pubblicato da anyony


Arcobaleno

E’ illusione o realtà ,
gioco di luci e colori
o solo fantasia,
la luminosa striscia dell’arcobaleno
che adorna il cielo sereno
dopo un?intensa pioggia?

Incanta per pochi attimi
e poi diventa ricordo
e flebile speranza
che si ripeta al prossimo temporale.

Ed è in quella visione seducente
dai colori accesi ed evanescenti
che si rispecchiano fragili sogni.

L’arcobaleno raffigura felicità
che accarezza per brevi istanti
e abbaglia con tinte brillanti
per poi dissolversi rapidamente
e ricomparire accattivante,
e pur sempre fuggitiva,
dopo implacabili tempeste dell’anima.

Anyony

Foto by Pighin

23 Ott

Il frigorifero dei nostri avi e una poesia Di Sandro Ciapessoni

Pubblicato da anyony


La nevera

La nevera, precursore dei moderni frigoriferi, è una costruzione in muratura a secco, edificata nei pressi della stalla e del luogo di lavorazione del latte. La distanza che l’alpigiano doveva percorrere tra queste due zone era notevolmente inferiore a quella tra la stalla e “ul casel dal lac”
La “nevèra”, dalla caratteristica forma rotonda, è costituita da una muratura a secco, in parte interrata, coperta da un tetto. In inverno si provvedeva a riempire la parte scavata, che poteva arrivare a 6-7 metri di profondità, di neve e ghiaccio pressati. Grazie anche all’ombra di aceri, faggi o tigli piantati appositamente, durante l’estate la temperatura interna si manteneva sufficientemente bassa per conservare latticini e altre derrate alimentari per tutto il periodo dell’alpeggio. All’interno della nevera una stretta scala a chiocciola permetteva di scendere fino al livello della neve, su cui venivano appoggiate le conche con il latte.
Quest’originale sistema di raffreddamento è caduto in disuso nella prima metà del XX secolo, ma diverse nevere si possono ancora vedere nella zona tra il Generoso e il Bisbino.

Riporto qui la poesia del poeta Sandro Ciapessoni (presente nell’ultimo messaggio dell’articolo precedente) dedicata a Vincenzo Bellini e che si riferisce alla fonte Pliniana per dar modo di leggerla a tutti i visitatori.

GUERRA DI SELVE

Oggi… non è celeste
il mio bel lago amato,
e quel color ch’io vedo
è simile a riflesso
dell’ultimo tramonto
sulle placate onde
ch’io ben rammento a Blevio
ed anco a Torno
ove dall’acqua sorge
in maestà solenne e grave
sotto dirupi e boschi
e silenziosa in solitaria quiete,
la bianca, malinconica “Pliniana” antica,
fonte e sorgente a illuminate Menti,
ove da quelle pietre
da suggestivo incanto
nacquero note, amori e canti
da immortalar nei secoli a venire
il sommo Cigno etneo,
quando: “Guerra di selve” cantò di “Norma”
allor che risuonando in fiere note,
volle crear nel silenzioso golfo
la grandezza di Norma e il suo peccato.

Sandro Ciapessoni

Nella foto la nevera ristrutturata del Signor Mario Taroni di Carate Urio

3 Ago

Una poesia che mi ha dedicato "Gegia" un capitano della flotta lariana

Pubblicato da anyony


Poesia per Antonia

Da Napoli bella città
A Lecco , eccola qua!!!
Antonia sul Lario è arrivata
e non si è più staccata.
L’Abruzzo ha salutato
per il Lario amato.
Dice:
Adesso che sono qua,
da San Giovanni non vorrei più tornare là.
Belli sono i posti e la gente amica
che al vederti ti saluta sincera
come l’acqua del Lario azzurra e nera.
Grazie al’abbruzzese bella signora
che del Lario s’innamora
e con l’accento napoletano
fa perdere il cuore ad un lariano.

Sul “Renzo” le consegno questa poesia
per dimostarle la nostra amicizi simpatia,
Questa poesia devi leggere quando del Lario ti viene la nostalgia..

un marinaio “Gegia”

Gegia è un simpaticissimo capitano che naviga in allegria..lo ringrazio tantissimo di questo bellissimo omaggio che mi ha fatto..e grazie anche a tutto l’equipaggio della flotta lariana per la gentilezza e la disponibilità…

Nella foto il “Renzo” il battello con al timone Gegia

PS: San Giovanni è la frazione di Bellagio dove alloggio e, per chi ancora non mi conoscesse sono di origine napoletana ma risiedo in abruzzo

13 Lug

Sempre sull’argomento "La Pisana" una poesia di Sandro Ciapessoni

Pubblicato da anyony


L’INCONTRO… AL PLENILUNIO.

Eterna Bice!…
Memoria sempre viva di passioni,
cui Morte, vita volle e non tua fama!

Romantica “Pisana!”
Nella festosa estate che or si avanza,
ti voglio ricordar col niveo dire,
la voce dell’ amato tuo Poeta:

“… Como, il bel lago e il popol suo gagliardo
…………………………………………………………..
e i seguenti emular quelli di prima,
ma il nove giugno fu si bello anch’ esso
che per dirne il perché, manca la rima.”

Ombra soffusa e inquieta,
riflessa come fiamma su queste onde…
che spiri i tuoi tormenti in queste valli,
soffermati fra noi
nell’ ore dei ricordi!

Ti aspetterem le notti al plenilunio,
non saran vane le speranze tue;
la notte, rivivrai sul tuo balcone
l’ incontro silenzioso col soldato.

Illumini la luna di niveo candore
l’ ombra leggera e vaga
di Bice… “la Pisana”.

Dolce sarà per te mirar le stelle,
le stesse che ti furono compagne
nei tempi lieti di tua corta vita.

Il tremulo chiaror di tenua luce
qual… palpito sull’ onde come il cuore,
è il bacio della luna sul tuo lago
e gran conforto al tuo vagar nel cielo.

Ti saran l’ onde… canto di Sirena!
Lor frangersi sui sassi della riva
è l’ evocar la voce a te si cara.

Dai grappoli fioriti
del glicine frondoso
che avvince tua dimora,
si eleva profumato
lo spirito tenace
d’ Ippolito guerriero!

Ti vedo o mia “Pisana”…
ti vedo al tuo balcone
avvolta nell’ alone
di niveo splendore.

Ti vedo o mia “Pisana”
col tuo sorriso amaro,
compunta di tristezza e di dolore.
Pietosa Morte!… non rapì il tuo nome.

Ma in questo cielo, accanto ai monti amati
tu resterai in eterno o amata Bice,
io ti ricordo e sempre ognor ti ammiro
le notti dell’ incontro… al plenilunio.

Sandro Ciapessoni

17 Giu

Una poesia del caro Sandro Ciapessoni, poeta tremezzino doc

Pubblicato da anyony


GLI ORTI… DI LENNO

Immerso è il verde poggio
negli argentati ulivi;
a pie’ del monte
scende dal Sant’Andrea teschiato
- soave – l’ alito del gelsomino in fiore;
negli orti, nei roseti, nei giardini
auliscono profumi…
e i desideri… accendono bei sogni.

Antichi, due cipressi vegliano la via.

Ben lastricato, nitido e pulito
scorre l’acciottolato
che infino a Lenno è “porta”;
e Casanova rustica e pietrosa
ornata è di fontana,
fresca e generosa.

Policromi gerani,
e passiflore in siepi,
assorbono il levante
sorgente dal San Primo
e nei giardini,
slanciati verso il cielo
svettano cipressi
che stendono lor velo.

La “Via dei Poeti” oggi m’invita
con sue fiorite rose
a non sopir speranze.

Oh bella Lenno! Al vespro…
così ancora io ti sogno!
Immersa nel tuo romantico
amarantato tono,
quando nell’animato
tuo sanguigno cielo
la silenziosa quiete della sera
s’adagia e regna fra i ben tenuti ulivi.

Così ti canto ancora
diletta e amata mia Contrada!
Io canto gli erti e i tuoi sereni poggi,
le alpestri ripe,
le gole dei tuoi monti.
Io canto le tue gioie che mi doni
quale… fanciulla amata
offre il suo viso a tenera carezza;
così& così tu m’offri e in estasi rapita
gioviale, tua eterna giovinezza.

Il portico di “Tregola”…
Le antiche case su per la stretta via;
modesta era l’antica fontanella
quando fanciullo l’acqua attingevo
fresca e sorgiva;
l’ acqua dei nostri monti era,
che ancora… che ancora
rinfresca la tua via.

Ma il mite e silenzioso amato Lario
giù nel tuo sereno golfo è cinto,
ove i bei pini al sole
ombreggiano la riva,
e sempre ancor mi dona fresco e lieve
quell’aura soave
della tua brezza a sera.

Ma non t’ho persa o Lenno
oh Lenno prediletta…
e Campo pure tu
che il fianco doni al torrentel Perlana…

Sotto il pulito cielo
al vespero d’agosto…
quando le calde notti magiche
al tenuo chiaror dell’affilata Luna…
vita daranno ai freschi e novelli amori,
germoglieranno allora
i tremuli bagliori
delle speranze vane…
così, come negli orti
di questo tuo gran giardino
s’apre e si spande nell’immenso cielo
l’effluvio delicato
del verde arbusto col profumato
ed aromato celeste fior del rosmarino.>

Sandro Ciapessoni

Caro Sandro ricordo con commozione quando mi hai mostrato i luoghi dove hai composto questa poesia

25 Mag

Una poesia del poeta tremezzino doc Sandro Ciapessoni

Pubblicato da anyony


Le luminarie

Nella mia mente han posto lor dimora,
i tenui ricordi
della lontana aurora
e similmente e timidi chiarori,
ritornan le visioni
flebili e giocose
di luminarie vaghe…
romantiche lucerne
lungo le rive delle mie contrade.

Nel borgo di Spuràno
ricorre a fine giugno,
-è il San Giovan Battista-,
la «Sagra Comacina».

Per tal bisogna, nel venerando giorno,
i vuoti gusci di chiocciole campestri,
fatti son, fragili coppe
diafane ed oleose,
fiammelle timorose,
lucignoli tremanti
che in gran dovizia adornano
mura, balconi e case, le darsene,
le barche locate nelle rade.

Or l’isola frondosa
che stante lor ripara,
calme e tranquille tiene
le acque nella baia.

I singolar “comballi”
son pavesati a festa,
e nel lacustro luogo
trasportano gli arredi,
stendardi, insegne e croci
con sacre vesti e il clero.

Da Sant’Eufemia partivano i comballi,
da Campo infino a Sala
partivan gli altri legni
ben carchi di fedeli.

A riti poi compiuti,
quando il tramonto acceso
cede alla notte il velo,
l’immensa luminaria
sovra le rive, adagia il suggestivo
suo… tremor di fiamma.

Luci anelanti
che ondeggiano sui flutti,
piccole fiamme che sull’onde han vita
al par di eteree faci.

Eburnea Maddalena!
Nella gioiosa notte,
in virginal cornice
ti bacian mille luci.

Dentro le scorze oleose
minuscole fiammelle
ornan la santa tua Dimora
e il lor brillare d’ ingenuo colore,
rispecchia nella baia.

Vive l’ atollo
come fiabesco sogno
l’ icàstico notturno degli amori,
e centomila stelle
punteggiano la rada.

All’ improvviso
e in gioco d’ arabeschi e bei colori,
i “fuochi di Bengala”
argentano le chiome
dei secolari ulivi,
e fra la terra e il cielo
corolle saprano e di fiori,
stelle filanti… vaganti su nel cielo
che dolcemente al suolo
al pareggiar di petali,
si sperderanno… eteree.

Sandro ciapessoni

S’avvicina giugno e la festa di San Giovanni che si svolge ogni anno a fine mese ad Isola Comacina per commemorare la devastazione dell?isola che avvenne il 24 giugno del 1169.
Ma questa’anno c’e qualcosa di più?.. Tremezzo, Griante, Menaggio e Gravedona, anche Bellagio, Lezzeno e Varenna uniti, forse per la prima volta nella loro storia, in un progetto comune e condiviso:
La rievocazione di tutta la battaglia avvenuta prima dell’incendio dell’isola, che si svolse nello specchio di lago di fronte all’Isola Comacina denominata ?zoca de’ l’Oli?.
E’ la ripetizione della vera battaglia avvenuta nel 1169 tra la flotta dell’Isola, costretta a difendersi e quella di Como, partita all’attacco ed alleata, per l’occasione, con Torno.
Per la realizzazione di questo evento, sono in allestimento 4 barche lunghe 16 metri e larghe 5. Ciascuna di esse sarà dotata del castello a poppa e di speciali strutture a prua, secondo le tradizionale barche da combattimento lacustre del tredicesimo secolo.
Ognuna di queste barche avrà un equipaggio di 30 uomini, in costume d’epoca ed armati d’archi, frecce e spade. L’abbigliamento, all’interno delle barche sarà quello cosiddetto ?leggero?, senza cioè la corazza, lo scudo e l’elmo che creerebbero non poche difficoltà di movimento, in una battaglia svolta tutta all’insegna della rapidità e dell’agilità.

La poesia del Signor Sandro ci riporta ai tempi di quan’era bambino e gli abitanti della Tremezzina, in occasione di questa festa, illuminavano le loro finestre con partticolari lumicini fatti con gusci di lumachine…
Riferimenti: Clicca qui per saperne di più di Sandro Ciapessoni