Archivio per la tag 'lario'

31 Ott

Lucia Sala: Anna, l’avventurosa vita di una barcaiola lariana

Pubblicato da anyony

Anna, L’avventurosa vita di una barcaiola lariana. 
Editore New Press, costo € 9.50
Autrice Lucia Sala, scrittrice e storica del Lario che ha al suo attivo altri libririguardanti la storia e le tradizioni lariane.
La prima presentazione si è svolta martedì 29 ottobre  alle ore 20 e 45 nella biblioteca di Onno. La sala era molto affollata ed era presente anche Televallassina.

Anna e Lucia alla presentazione di Onno

“Anna, l’avventurosa vita di una barcaiola lariana” è  la biografia di una donna coraggiosa, che dagli anni ’30 del Novecento ha svolto il lavoro di barcaiola tra Oliveto Lario e la sponda opposta con una semplice barca a remi tipo lancia. Questo nuovo libro è in un certo senso un proseguimento di “Cento gondole lariane”, ma da un punto di vista squisitamente femminile.
Onno nei tempi passati era considerato il “porto” di riferimento per la Valbrona, Asso e la Vallassina, le barche permettevano il collegamento con Mandello e quindi con i treni, le città e la Valtellina. Anna in questo suo lavoro, modesto ma essenziale per la comunità, ha vissuto gli anni della guerra, tra partigiani, mitragliamenti e sfollati; traghettava quotidianamente pendolari delle fabbriche, commercianti, allevatori diretti alle fiere di bestiame, ogni genere di merci, persino i sacchi della posta, le medicine, il medico, l’ostetrica… in ogni stagione e condizione di tempo.

Anna autografa il libro

Un mondo lariano vivo, attivo e popoloso quello ricordato da Anna, autentica donna di lago in perfetta simbiosi con i venti e l’acqua, senza averne il minimo timore perché “bello o brutto il lago non mi ha mai tradita”. 
                                               Lucia Sala

Le prossime presentazioni saranno:
Mercoledì 6 novembre,  biblioteca di Asso,    h. 20.45  diapositive
Sabato 9 novembre,  biblioteca di Bellagio,  h20.45   diapositive e rinfresco
Lunedì 11 novembre,  biblioteca di Lezzeno,  h. 20.45  rinfresco
Sabato 16 novembre, salone centro polifunzionale di Plesio, h. 20.45 diapositive e rinfresco

Lucia Sala è nata a Bellagio e vive tra il paese natale e Breglia in Valmenaggio ha passione per tutto ciò che riguarda il passato della sua terra. Ha raccolto negli anni centinaia di oggetti poveri, in uso nella passata quotidianità locale, creando così una singolare collezione etnografica.
Nel 2006 ha pubblicato “Tacàa al fööch, sintesi di anni di ricerche sul territorio, riscuotendo ampi consensi da parte di cultori di storia locale. Nel 2008 “Soldi sudati”, uno studio sul fenomeno storico del contrabbando in area lariana. Nel 2011 “Cento gondole lariane, ricerca dedicata ala lavoro ed i trasporti sul lago nei tempi passati.

La presentazione registrata su Televallassina è a questo indirizzo:

http://www.youtube.com/watch?v=vGnUifx0aVA&feature=youtube_gdata

Foto di Marco Ferrario: http://ekokayak.wordpress.com/

9 Ott

Una giornata a Morbegno

Pubblicato da anyony

19 settembre

Giovedì scorso decisi di recarmi al mercato di Bellano, mentre attendevo il battello iniziai a chiacchierare con una signora che disse di essere milanese ed avere una casa a Tremezzo, proprio nei pressi dell’antica torre. Come sempre accade tra innamorati dello stesso luogo ci scambiammo notizie interessanti sul territorio. Tra le altre cose, la signora Silvia mi suggerì di recarmi a Morbegno per visitare l’antichissima bottega alimentare dei fratelli Ciapponi, famosa in particolare per la produzione di “Bitto”, formaggio tipico che prende il nome dal torrente che attraversa il paese, uno dei simboli della produzione casearia lombarda, di grande tradizione e straordinaria attitudine all’invecchiamento.

Recarmi a Morbegno rappresentava per me anche un’ottima occasione per rivedere il mio caro amico Alfredo che lì risiede da qualche anno anche se, per varie vicissitudini legate alla sua vita personale, ha in programma, per un prossimo futuro, di trasferirsi in paesi molto lontani. Ormai, avendo deciso di ripartire prima della fine del mese, il tempo della mia vacanza stringe ed è meglio approfittare di ogni bella giornata. Così stamattina, al mio risveglio, mi sono imbarcata  sul primo battello da San Giovanni per Varenna per poi salire sul treno regionale diretto a Sondrio con fermata nella caratteristica cittadina alle porte della Valtellina. Per Alfredo la mia visita è stata un’improvvisata, gli ho telefonato mentre ero già in viaggio. Ma dopo essersi ripreso dal primo stupore (era la prima volta che arrivavo a Morbegno), il mio amico si è subito adoperato per farmi visitare Morbegno e raccontarmi la sua storia e devo dire che è stato un’ottima guida: ha saputo concentrare nel giro di poche ore la visita ai luoghi più caratteristici e l’informazione delle notizie più salienti riguardanti la zona.

La prima tappa l’abbiamo per l’appunto fatta al negozio dei fratelli Ciapponi che già dall’insegna e dalle porte faceva prevedere quanto di antico e di nostalgico avremmo trovato al suo interno. Le vetrine del negozio, da quanto mi è stato detto e ho potuto costatare, sono sempre tematiche e addobbate con materiali originali dell’inizio novecento e curate dal nipote dei fratelli Ciapponi. Nel nostro caso erano addobbate con tanti antichi orologi di tutte le forme e le misure. Sulla soglia della bottega c’era un signore anziano dal volto simpatico, il quale  subito si è offerto di farmi visitare le cantine che, a quanto mi aveva detto la signora Silvia, rappresentano la parte più antica del negozio.

L’anziano signore era Dario Ciapponi, storico proprietario della storica bottega. Sulla porta d’accesso alle cantine era incisa la data 1692 e la zona era costituita da vari ambienti disposti su tre piani. Come mi ha spiegato il signor Dario, il pavimento del primo piano doveva necessariamente essere di sasso o cemento, mentre quelli dei piani sottostanti erano ricoperti da ghiaia per fare in modo che i vini potessero respirare.


Inoltre al primo piano ho potuto notare una finestra “a bocca di lupo” che resta aperta per soli tre mesi all’anno per fare in modo che non si crei troppa umidità che potrebbe portare inconvenienti alla conservazione del vino. Per il suo negozio il signor Dario ordina solo vini di ottima qualità dando ovviamente la preferenza a quelli prodotti in Valtellina.

Un tempo nella cantina c’erano solo botti di grande capienza, ora c’è tutto vino imbottigliato pur se ancora è rimasta qualche botte, più che altro come ricordo dei tempi passati. Un particolare che mi ha molto stupito è che, molti anni fa, una delle varie sale era riservata al ballo e, per quella occasione, il sasso del pavimento veniva reso brillante con il lucido per le scarpe. La sala si riempiva di belle ed eleganti ballerine, le foto di alcune delle quali sono
ancora appese nella cantina.

Un tempo i Ciapponi erano gli unici importatori di caffè che poi tostavano con apposite macchine, ne avevano ben 23, alcune della quali sono ancora esposte nelle cantine. Arrivava caffè nero che poi veniva miscelato ad altre qualità creando un risultato molto speciale.

Dopo la visita alle cantine, il signor Dario mi ha mostrato la zona dove stagiona il “Bitto” che viene venduto sia fresco che con stagionatura fino a 12 anni.

Sono rimasta stupefatta della quantità di antichi macchinari che appariva ai miei occhi. C’era una tappatrice per bottiglie che risaliva a circa quarant’anni fa come ricordo delle tante che in passato venivano utilizzate per tappare le bottiglie di vino. Ho potuto vedere dove un tempo si
cuoceva il pane e la prima cassa automatica utilizzata nel negozio. Il signor Dario mi ha mostrato il funzionamento di questa cassa sulla cui parte bassa aveva aggiunto una lastra di marmo dove faceva tintinnare le monete per sentire attraverso il suono se fossero vere o false. Il signor Ciapponi, che ai suoi racconti aggiungeva simpatiche battute, ha detto che lo stesso metodo ha adoperato per sua moglie quando l’ha presa in sposa.  

Appesa ad un  muro c’era una foto del parroco di Morbegno mentre  consegnava una forma di Bitto a Papa Giovanni Paolo II. Il parroco acquistava spesso il formaggio per il Santo Padre, ma poiché più di una volta il signor Dario gli aveva detto scherzando che non credeva che le forme arrivassero a destinazione dubitando  che il parroco le mangiasse per strada, il sacerdote si era fatto immortalare nel momento della consegna.

All’ingresso, nella parte sinistra del negozio c’erano tanti barattoli contenenti le erbe più svariate e moltissime qualità di caramelle ed inoltre un mobile con tantissimi cassettini numerati. Il signor Ciapponi mi ha detto che quella parte del negozio un tempo la  considerava la sua farmacia e che, dal numero, ricordava perfettamente il contenuto dei vari cassetti. Il signor Dario è stato uno squisito ospite e un’ottima guida nel suo negozio che, per tutti gli antichi macchinari, può essere considerato un attrezzatissimo museo; incantata dalla sua gentilezza mi sono permessa di congedarmi da lui con due baci sulle guance non dopo aver acquistato qualche etto di Bitto. L’immagine del simpaticissimo proprietario che agitava la mano in segno di saluto mentre io ed Alfredo ci allontanavamo mi resterà impressa come uno dei momenti più significati e indimenticabili di quest’estate.

Si era fatta l’ora dell’aperitivo e per restare in tema d’antico, Alfredo ha pensato di consumarlo al caffè Al Folcher, altro locale di Morbegno di antica tradizione, risalendo ben al XVIII secolo.

Continua

28 Set

Ciao Antonia…

Pubblicato da anyony

Silvi, 27 settembre
Ciao Antonia, ciao Antonia… ciao Antonia… mai tanto spesso come nel corso di quest’estate ho ascoltato il gradito saluto quando salivo o scendevo da un battello, quando arrivavo in piazza San Giovanni per trascorrere qualche ora con la piacevole compagnia degli abitanti dell’antica frazione, tutte le volte che sbarcavo a Lenno per incontrarmi con i miei amici della sponda occidentale.

E come non ricordare gli amici di Lecco che mi hanno accolta con tanto calore al loro circolo canottieri. Mai così dolce mi è sembrato il suono del mio nome in un saluto pronunciato con calore ed affetto!


Non c’è paese del lago dove non mi senta a casa mia.


E poi ci sono nuove conoscenze che si aggiungono anno per anno per completare qual panorama lariano che da anni alloggia nel mio cuore. E ci sono le anatre con loro starnazzare, i candidi cigni che scivolano sull’acqua e gli aironi che con un battito d’ali salutano la Nuvola ad ogni suo passaggio, le rondinelle che nidificano in ogni angolo dell’antico borgo dove alloggio.


Ora sono qui al mare, la distesa d’acqua mi appare più immensa che mai e lo sguardo si perde nell’orizzonte, non c’è più il panorama talmente vicino che, nei giorni estremamente limpidi, mi sembra quasi di toccare, non ci sono monti, ma solo acqua, acqua infinita che ha sostituito il limitato specchio lacustre con i suoi pittoreschi borghi, con le sue chiesine romaniche, con i battelli che solcandolo lo animano.
Ora sono tornata alla mia dimora e non so perché, il mio nome pronunciato in un saluto sembra abbia un suono diverso. Eppure anche qui ho dei cari amici, anche qui le rondini hanno nidificato e ci sono i gabbiani, a volte si vede anche qualche airone cenerino e poi c’è Daniela l’amica del cuore, la “bimbetta” come uso chiamarla familiarmente! 
Ma non credo che sia questione di persone ma di musicalità del luogo che fa quasi da cassa armonica al saluto e tutto appare più magico quando riecheggia sulle sponde del Lario che continua ad affascinare migliaia di turisti che ad ogni estate arrivano e immancabilmente torneranno attratti dalla malia che solo certi luoghi sanno donare…

16 Nov

La motonave Bisbino: testo di Emilio Montorfano, foto di Marco ferrario (http://ekokayak.wordpress.com/)

Pubblicato da anyony

La motonave “Bisbino”, sulla quale da bambino ho navigato, apprezzandone con infantile meraviglia la forza dei motori e l’agilità con la quale solcava le acque del Lario ad una velocità media di 18,4 chilometri orari, ha avuto una lunga storia con un varo trionfale, con un servizio encomiabile, ma anche con momenti drammatici.
Costruita con i motori a vapore della ditta Escher&Wyss di Zurigo per la Società di Navigazione Lariana, ebbe il suo varo come piroscafo ad elica nel 1907 ed entrò in servizio nello stesso anno.
Gemella della “Baradello” (che, varata un anno dopo, affondò una prima volta ad Abbadia Lariana per un attacco aereo terroristico anglo-americano, e, recuperata come motonave, una seconda volta, per un presunto sabotaggio e, di nuovo riportata a galla e in servizio, finì rottamata nel 2000 a Dervio) la “Bisbino”, lunga 32 metri e larga 5,50, appartiene al periodo d’oro della “Belle Époque”, con le sue vetrate, con il suo motore a carbone da piroscafo e la propulsione ad elica.

La splendida imbarcazione compì sempre un onorato servizio, purtroppo contrassegnato da alcuni episodi drammatici.
Infatti, si ricorda che, nel giorno di Natale del 1909, una nebbia fitta e molto estesa sul lago abbia messo in serie difficoltà la navigazione, costringendo il Bisbino a fermarsi al molo di Torno e a rimanervi fino alla schiarita.
Una grave disgrazia fu evitata, invece, nella sera del 20 aprile del 1911, quando, alle ore 20,00, nel percorso tra Menaggio e Varenna, il Bisbino non poté evitare di speronare un’imbarcazione a motore con due persone a bordo, appartenente al Grand Hotel Menaggio, che era in panne con le luci di prua spente per un guasto.
In quell’evenienza, il pronto intervento del capitano, che fece gettare delle funi ai naufraghi, e di due marinai, che si tuffarono in acqua per soccorrerli, fecero concludere l’incidente senza vittime.
Luttuosa fu, purtroppo, l’evenienza verificatasi in tempo di guerra, quando, in uno di quei raid criminali compiuti dai cacciabombardieri anglo-americani, i battelli Bisbino e il Patria furono attaccati il 10 gennaio 1945 a raffiche di mitraglia, che uccisero il comandante Angelo Prevedoni e ferirono gravemente il marinaio Paolo Malugani, mentre l’imbarcazione riuscì a raggiungere a stento il molo di Menaggio e ad attraccare.
Nel dopoguerra, rimesso in ordine, tornò in servizio nel 1956, per poi finire in disarmo nel 1982, dopo un glorioso percorso di 26 anni di efficiente servizio.
Tuttavia il suo destino gli riservò ancora momenti di gloria, quando un imprenditore volle, nel 1992, trasformarlo, rendendogli la sua bellezza originale, in un centro congressi itinerante, che, però, non incontrò lo sperato successo, poiché, in seguito ad un sabotaggio non mai chiarito, il Bisbino affondò al molo di Azzano.
Riportato a galla nel 1996, fu rimesso per breve tempo in attività.

Ha perso po’, in seguito, il suo lustro, rimanendo attraccato come pub-ristorante, immagine, dalla quale, con un atto di orgoglio, pare abbia voluto togliersi, rompendo, nel 2010, gli ormeggi durante un violento temporale per andarsene alla deriva.
Recuperato e riportato indietro, continua la sua triste prigionia, dimentico del glorioso passato.

                                                                                                                                                    Emilio Montorfano

5 Mag

Lario’s music

Pubblicato da anyony

Leggi tutto..

15 Giu

Tempo di pioggia sul Lario

Pubblicato da anyony


Pioggia sul Lario

Piange il cielo del Lario:
copiose lacrime
bagnano aridi selciati,
ingrassano magri torrenti
innalzano livelli d’acqua.

S’esprime così il Lario
dopo lungo e tormentato inverno.
Intensi e ricorrenti temporali
bagliori di fulmini
e risonanti tuoni
irrompono in tarda primavera.

Son forse ardori di natura
che, commossa per il mio ritorno,
con tutti i suoi elementi
mi festeggia?

Le abbondanti gocce
scivolano sul mio viso
e si mescolano
a calde lacrime di gioia.

E’ pioggia d’abbondanza
per lacustri creature,
pioggia d’accoglienza
per me che lontana,
con spassionato Amore
a Lui ritorno.

Anyony

6 Giu

Sto per riabbracciare il Lario

Pubblicato da anyony


>Sognando il mio ritorno
Pensieri, sogni e fantasie

Mi desto da letargo invernale
e passo ad incanto reale.
M’attende un’alba infuocata
dai caldi colori del Lario.

Rivedo un quadro sfumato
che quasi irreale m’appare.
Ritorno a vogare serena
ai primi bagliori del giorno.

Ritrovo i bianchi gabbiani
rivivo i miei sogni lariani.
M’immergo nell’acque suadenti
rivedo paesini ridenti.

Respiro quell’aria di bosco
di cui ogni foglia conosco.
Ritorno alla generosa natura
di nuovo lacustre creatura.

Anyony

Foto by pighin

5 Mag

Una trasmissione televisiva dedicata al Lario

Pubblicato da anyony


Il Lario in TV grazie alla Galbani

Le bellezze del Lago di Como entreranno nelle case di oltre 20 milioni di spettatori in tutto il mondo. Complici di questo grande spot pubblicitario sono il programma Belpaese, turisti per scelta, trasmesso sul satellite da Rai International, e l?associazione Amici di Como. Ieri sono iniziate sul Lario le riprese della puntata in onda il 14 maggio sul canale italiano più seguito al mondo, visibile in streaming (scaricabile cioè con un collegamento Internet) dal giorno successivo sul sito www.international.rai.it. Ricchezze ambientali, produttive, gastronomiche e culturali viaggeranno grazie a immagini e interviste a personaggi noti e meno noti. Tra le testimonianze filmate ieri quelle della contessa Carla Parravicini, dell?artista Fabrizio Musa a bordo della Funicolare Como-Brunate, del campione del mondo del 1982 Claudio Gentile allo stadio Sinigaglia e di Carla Porta Musa. «Una splendida sorpresa – ha detto l?autore Fabio Di Nicola a proposito dell?incontro con la scrittrice che ha oggi 105 anni – Un personaggio radioso, che è stato molto importante conoscere». Anche gli scorci del lago non hanno deluso la troupe di Belpaese, un gruppo di lavoro abituato a frequentare i luoghi più famosi d?Italia. «È davvero difficile trovare paesaggi comaschi che non chiedano di essere filmati – ha detto infatti l?autore – e proprio per la sua fama internazionale abbiamo deciso di scegliere il Lario: la trasmissione è vista in tutto il mondo da un pubblico attento e critico, che ci scrive frequentemente per chiederci consigli e informazioni sugli itinerari, sia per conoscere un?Italia che magari non ha mai visto, sia per viaggiare». Da oggi fino a venerdì le riprese interesseranno, tra l?altro, il Museo della Seta (dove interverrà la vicepresidente Bruna Lai), l?Accademia del Merletti di Cantù, la Basilica di Galliano in occasione del millenario, l?Isola Comacina, un tour delle ville in barca, una bottega artigiana di lavorazione del vetro a Bellagio e, infine, una gustosa carrellata su tutti i piatti tipici della provincia tutelati dal Consorzio Sapori di Terra Sapori di Lago. «Cosa di meglio per promuovere il turismo lariano? – commenta Daniele Brunati – Abbiamo lavorato facendo quello che tra breve potrà fare la Como Lake Film Commission, alla quale stiamo cercando di dare vita. Come altro strumento di marketing territoriale, proprio in questi giorni abbiamo fatto uscire 25mila copie delle riviste Magic Lake e What?s On, distribuite in tutti gli hotel e i punti informativi della città». What?s On è l?unica guida tascabile bilingue, bimestrale e gratuita per tutti i cittadini e i turisti di Como. Sulla copertina di Magic Lake campeggia invece il sorriso di Cameron Diaz, ennesima star ammaliata dal Lario, e all?interno suggestive foto accompagnano articoli di approfondimento sull?architetto Mario Botta che ha progettato il nuovo Casinò di Campione, sul Salone del Mobile di Milano e sulla mostra in corso a Villa Olmo Gli Impressionisti, i Simbolisti e le Avanguardie.

La foto è opera del mio amico Enzo ed è stata scattata da casa sua in un pomeriggio dello scorso inverno.

Riferimenti: Corriere di Como

1 Mag

Col permesso del Lario

Pubblicato da anyony


Col permesso del Lario e di chi mi segue, sento la necessità di dedicare un post alla regione che mi ospita da molti anni: l’Abruzzo.
Sulla catena del Gran Sasso un profilo di montagne delinea l’immagine di una donna in placido sonno e per questa ragione è stata denominata “La Bella Addormentata d’Abruzzo”.

La Bella Addormentata
(Gran Sasso d’Abruzzo)

Quel profilo di montagna
di leggiadra dormiente
è favola che si ripete
in prodigio di natura.

“La Bella Addormentata”
sciolta la lunga chioma
sugli alti crinali
vive il suo eterno sonno
in cima al Gran Sasso.

E quando un roseo tramonto
le carezza le gote
i tratti del suo bel viso
risplendono nel cielo.

È il bacio divino
che la rende attraente
come principessa felice
sulla prospera terra d?Abruzzo.

Anyony

30 Mar

Dal museo di Belgrado a Villa Olmo sul Lario

Pubblicato da anyony


A Como un’interessante mostra di pittura

La settecentesca Villa Olmo, piccola oasi in riva al lago di Como, apre nuovamente le sue porte alla cultura ospitando un percorso d?eccezione. Centoventi capolavori documentano quella fase cruciale, tra la metà del XIX e l?inizio del XX secolo, che traghettò l?arte europea nel pieno della modernità. Le opere, mai esposte in Italia, provengono dalla collezione del Museo Nazionale di Belgrado, chiuso per ristrutturazione fino al 2010, e portano le firme dei grandi protagonisti e innovatori di quel particolare periodo artistico.
Il vascello che porta all?arte del Novecento parte dunque dalle esperienze di Bouden e Corot, che per primi sperimentarono la pittura paesaggistica en plein air, rinfrescandone gli stilemi stantii. Da qui all?Impressionismo il passo è breve, ed ecco la natura di Sisley ed il paesaggio urbano di Pissarro de ?La piazza del teatro francese?, del 1898, brulicante di carrozze e parigini. Ancora, la dedizione alla luce di Monet, con ?La cattedrale di Rouen? del 1892, fermata in quell?ora del giorno che la tingeva di rosa.
Abbiamo poi il tema delle Bagnanti, declinato in diverse varianti stilistiche e declinazioni formali da Renoir e da Cezanne, sottoinsieme della più generale categoria del ritratto, che venne da questi artisti innovata dall?interno. Ritorna il nome di Renoir, che restituisce ?Ragazze sotto l?ombrello? ed i propri figli con gli stessi tratti appena abbozzati, ed appare quello di Mary Cassat, che investiga magistralmente la maternità. Immancabile è Degas, presente con voluttuosi nudi a carboncino e con alcune ballerine, che nella semplicità della tecnica a matita posseggono infinita grazia.
Poi, la svolta: Gauguin sintetizza le contadine bretoni, come in ?Gioie di Bretagna?, 1899, e le belle tahitiane con linee nette e colori squillanti; Signac, presente con ?St. Malo?, un porto stilizzato appena toccato con acquerelli, preannuncia lo studio puntinista.
La nostra imbarcazione prosegue liscia per le belle stanze neoclassiche della villa, ed incontra Gustave Moreau e Odilon Redon. Il primo, con ?Il centauro stanco?, 1880, ci catapulta nella magia e nella follia del Simbolismo, ancor più manifeste nelle opere di Redon, popolate dai volti di fanciulle con fiori esotici tra i capelli, gnomi, e uova dotate di occhi che ci spiano dal bicchiere.
L?affermazione delle avanguardie è imminente.
Gli sviluppi del primo Novecento sono documentati dal gruppo dei Nabis, con Èdouard Vuillard e Pierre Bonnard. Quindi, il movimento fauvista: Èdouard Vuillard, Maurice de Vlaminck ed André Derain presentano il capofila Matisse ed il suo ?Alla finestra?. Lo studio della figura di donna contrasta e fa l?amore con ?Testa di donna?, del 1909, un Picasso del cubismo analitico.
C?è spazio ancora per la figura primitiva dei disegni di Modigliani, e per quella fiabesca di Chagall di ?Contadino e Mucca?.
Ed eccoci all?approdo ideale di questo percorso, ai lidi di artisti che hanno spinto la pittura verso la ricerca di una nuova espressività. Robert Delaunay, in ?La torre Eiffel?, 1910, delinea un particolare linguaggio astratto che Apollinaire definirà orfico, e annuncia a gran voce l?Astrattismo. E così le architetture senza tempo e spazio di Laszlò Moholy-Nagy e le costruzioni di Albert Gleizes ci sospingono verso la ?Composizione II?, del 1929, di Mondrian, estrema sintesi del tratto e del colore, che campeggia solitaria contro la parete di fondo.

La mostra iniziata il 24 Marzo resterà fino al 15 Luglio


Nella foto: La bagnante di Renoir

Riferimenti: Corriere di Como