Archivio per la tag 'lago di Como'

14 Lug

la ca’ della radio vecc

Pubblicato da anyony

Il giovedì a Bellano è giorno di mercato. Stamattina, invogliata da un fresco e confortante venticello che finalmente dava sollievo dall’arsura degli ultimi giorni, ho preso il primo battello in partenza da Bellagio.
Per me il mercato era solo la scusa per rivedere il ridente paese sul ramo di Lecco che ha dato i natali a diversi personaggi famosi, come testimoniano le varie targhe apposte sui muri di antiche case.
Una delle irrinunciabili tappe è per me la pasticceria Lorla per gustare qualche ottimo dolce e un buon caffè, seduta al fresco nella piazzetta della chiesa di San Giovanni.
Una volta rifocillata, ho deciso di vagare per le stradine del centro storico senza una meta prestabilita. Che sia stato il caso o la fortuna, sono stata attratta da una locandina sulla vetrina di un negozio di barbiere. Mi sono avvicinata, ed ho letto che nella via Manzoni numero sette, avrei potuto visitare il Museo privato “La ca’ dei radio vecc”. Incuriosita, ho chiesto dove si trovasse quella via e, mentre m’incamminavo verso la meta che mi era stata indicata, ho fermato un passante per chiedere ulteriori informazioni. Ancora un volta la fortuna mi è venuta incontro: si trattava proprio del proprietario del museo!
Il signore, molto gentilmente, mi ha aperto le porte di un mondo fantastico, che mai avrei immaginato di trovare a Bellano, facendomi da guida in un tuffo nel passato attraverso oggetti, progenitori dell’odierna tecnologia, che sono stati i protagonisti nella casa dei nostri nonni e i nostri genitori. Solo vagamente, qualcuna delle meraviglie esposte mi ha ricordato la mia infanzia e le musiche che l’accompagnavano. La maggior parte della vasta e varia esposizione è anteriore alla mia nascita. Mi sono commossa ascoltando, nitida, la voce di Caruso attraverso un vecchio disco.

Il museo, inaugurato lo scorso anno, è frutto della passione del signor Panatti che, come mi ha raccontato, da sessant’anni colleziona radio, grammofoni e televisori di varie dimensioni e perfettamente funzionanti.
Il museo, allestito in un ex negozio, è diviso in settori: le antiche radio, tra cui la prima ideata da Marconi, le radio americane, i grammofoni e i televisori.
D’estate è visitabile tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 10 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 19. In inverno, su prenotazione al tel. 331.8054154.
Un’altra deliziosa sorpresa di questo lago che sempre mi affascina.

28 Set

Ciao Antonia…

Pubblicato da anyony

Silvi, 27 settembre
Ciao Antonia, ciao Antonia… ciao Antonia… mai tanto spesso come nel corso di quest’estate ho ascoltato il gradito saluto quando salivo o scendevo da un battello, quando arrivavo in piazza San Giovanni per trascorrere qualche ora con la piacevole compagnia degli abitanti dell’antica frazione, tutte le volte che sbarcavo a Lenno per incontrarmi con i miei amici della sponda occidentale.

E come non ricordare gli amici di Lecco che mi hanno accolta con tanto calore al loro circolo canottieri. Mai così dolce mi è sembrato il suono del mio nome in un saluto pronunciato con calore ed affetto!


Non c’è paese del lago dove non mi senta a casa mia.


E poi ci sono nuove conoscenze che si aggiungono anno per anno per completare qual panorama lariano che da anni alloggia nel mio cuore. E ci sono le anatre con loro starnazzare, i candidi cigni che scivolano sull’acqua e gli aironi che con un battito d’ali salutano la Nuvola ad ogni suo passaggio, le rondinelle che nidificano in ogni angolo dell’antico borgo dove alloggio.


Ora sono qui al mare, la distesa d’acqua mi appare più immensa che mai e lo sguardo si perde nell’orizzonte, non c’è più il panorama talmente vicino che, nei giorni estremamente limpidi, mi sembra quasi di toccare, non ci sono monti, ma solo acqua, acqua infinita che ha sostituito il limitato specchio lacustre con i suoi pittoreschi borghi, con le sue chiesine romaniche, con i battelli che solcandolo lo animano.
Ora sono tornata alla mia dimora e non so perché, il mio nome pronunciato in un saluto sembra abbia un suono diverso. Eppure anche qui ho dei cari amici, anche qui le rondini hanno nidificato e ci sono i gabbiani, a volte si vede anche qualche airone cenerino e poi c’è Daniela l’amica del cuore, la “bimbetta” come uso chiamarla familiarmente! 
Ma non credo che sia questione di persone ma di musicalità del luogo che fa quasi da cassa armonica al saluto e tutto appare più magico quando riecheggia sulle sponde del Lario che continua ad affascinare migliaia di turisti che ad ogni estate arrivano e immancabilmente torneranno attratti dalla malia che solo certi luoghi sanno donare…

16 Nov

La motonave Bisbino: testo di Emilio Montorfano, foto di Marco ferrario (http://ekokayak.wordpress.com/)

Pubblicato da anyony

La motonave “Bisbino”, sulla quale da bambino ho navigato, apprezzandone con infantile meraviglia la forza dei motori e l’agilità con la quale solcava le acque del Lario ad una velocità media di 18,4 chilometri orari, ha avuto una lunga storia con un varo trionfale, con un servizio encomiabile, ma anche con momenti drammatici.
Costruita con i motori a vapore della ditta Escher&Wyss di Zurigo per la Società di Navigazione Lariana, ebbe il suo varo come piroscafo ad elica nel 1907 ed entrò in servizio nello stesso anno.
Gemella della “Baradello” (che, varata un anno dopo, affondò una prima volta ad Abbadia Lariana per un attacco aereo terroristico anglo-americano, e, recuperata come motonave, una seconda volta, per un presunto sabotaggio e, di nuovo riportata a galla e in servizio, finì rottamata nel 2000 a Dervio) la “Bisbino”, lunga 32 metri e larga 5,50, appartiene al periodo d’oro della “Belle Époque”, con le sue vetrate, con il suo motore a carbone da piroscafo e la propulsione ad elica.

La splendida imbarcazione compì sempre un onorato servizio, purtroppo contrassegnato da alcuni episodi drammatici.
Infatti, si ricorda che, nel giorno di Natale del 1909, una nebbia fitta e molto estesa sul lago abbia messo in serie difficoltà la navigazione, costringendo il Bisbino a fermarsi al molo di Torno e a rimanervi fino alla schiarita.
Una grave disgrazia fu evitata, invece, nella sera del 20 aprile del 1911, quando, alle ore 20,00, nel percorso tra Menaggio e Varenna, il Bisbino non poté evitare di speronare un’imbarcazione a motore con due persone a bordo, appartenente al Grand Hotel Menaggio, che era in panne con le luci di prua spente per un guasto.
In quell’evenienza, il pronto intervento del capitano, che fece gettare delle funi ai naufraghi, e di due marinai, che si tuffarono in acqua per soccorrerli, fecero concludere l’incidente senza vittime.
Luttuosa fu, purtroppo, l’evenienza verificatasi in tempo di guerra, quando, in uno di quei raid criminali compiuti dai cacciabombardieri anglo-americani, i battelli Bisbino e il Patria furono attaccati il 10 gennaio 1945 a raffiche di mitraglia, che uccisero il comandante Angelo Prevedoni e ferirono gravemente il marinaio Paolo Malugani, mentre l’imbarcazione riuscì a raggiungere a stento il molo di Menaggio e ad attraccare.
Nel dopoguerra, rimesso in ordine, tornò in servizio nel 1956, per poi finire in disarmo nel 1982, dopo un glorioso percorso di 26 anni di efficiente servizio.
Tuttavia il suo destino gli riservò ancora momenti di gloria, quando un imprenditore volle, nel 1992, trasformarlo, rendendogli la sua bellezza originale, in un centro congressi itinerante, che, però, non incontrò lo sperato successo, poiché, in seguito ad un sabotaggio non mai chiarito, il Bisbino affondò al molo di Azzano.
Riportato a galla nel 1996, fu rimesso per breve tempo in attività.

Ha perso po’, in seguito, il suo lustro, rimanendo attraccato come pub-ristorante, immagine, dalla quale, con un atto di orgoglio, pare abbia voluto togliersi, rompendo, nel 2010, gli ormeggi durante un violento temporale per andarsene alla deriva.
Recuperato e riportato indietro, continua la sua triste prigionia, dimentico del glorioso passato.

                                                                                                                                                    Emilio Montorfano