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29 Ott

Una pittoresca frazione di Bellagio

Pubblicato da anyony


(da “Poetica Lariana di Sandro Ciapessoni”)

PESCALLO

Pescallo non è sola
è costa di Bellagio
la baia più romantica
di tutto il gran contado.

La notte di Pescallo
rispecchia nel suo lago;
la luna è tutta piena…
la notte… non esiste.

Lungo l’ immenso arco
della celeste volta,
la candida galassia
sinuosa e ancor superba,
dispiega il niveo manto.

Seléne ammaliatrice
conturba di misteri
e pallidi colori,
le frastagliate cime
delle pietrose Grigne.

La notte è sul finire…
le fioche luci sparse fra le case,
ricordano le stelle ormai lontane,
ma in lento e silenzioso moto
il primo colorir
sull’ orizzonte scuro,
dietro le Grigne, appare.

È il magico momento del mattino.

Deserta è la borgata.
Nel mistico silenzio dell’ aurora,
l’ onde leggere
cullano le barche nella rada,
e gli alberi al ciel protèsi,
attendono che il vento
rigonfi lor le vele.

Dentro le viuzze antiche
e in lor penombra, fusi sono
i ricordi di sospirati amori!

E tanti ancor saranno
gli innamorati amanti
che nel contar le stelle…
si poseranno… stanchi.

Riferimenti: Poetica Lariana

22 Ott

Accadde a San Giovanni (frazione di Bellagio)

Pubblicato da anyony


QUEL VICOLETTO ANTICO
(ho alloggiato lì per un’estate)

“Che sapore d’antico in quel vicoletto
stretto al punto che non c’è posto per modernità.
Tutto è rimasto come un tempo,
le case fatte di pietra
e l’arco in fondo alla via
costruito masso su masso.
Anche il profumo dei gerani sulla finestrella
sembra avere odore di tempi ormai andati.
Tante volte seduta sull’uscio,
su quegli scalini di pietra,
ho immaginato chi fosse passato di lì.
Quante persone con quante storie
che ora sarebbero incomprensibili.
E la sera quando mi ritiravo
e un unico lampione
illuminava la stradina con luce fioca
un brivido mi percorreva.
Però dentro mi passava qualcosa di indescrivibile.
Temevo e nello stesso istante
assaporavo l’aria magica del passato.
Poi correvo un attimo a salutare il lago
e a riempirmi di lui prima del sonno.
Solo la luna mi illuminava quel portoncino di legno annoso,
e più volte tentavo di infilare quella chiave
coperta dalla ruggine dal tempo.
Chissà per quali mani era passata!
Quella stessa luna che poi nelle mie notti insonni
non mi stancavo mai di comtemplare
affacciata a quel davanzale di grigia pietra.
E lei mi guardava paziente dall’angolino in fondo al vico.
Mentre le dicevo:
Solo tu, unica testimone potresti raccontare,
solo tu conosci la storia che fu,
ne passeranno ancora di vite su questa via
vedrai ancora altri che si affacceranno estasiati
so che saprai tenere i loro segreti.
Ma se vorrai potrai raccontare di me
piccola donna.”

21 Ott

Campo, piccola deliziosa frazione di Lenno

Pubblicato da anyony


(da “poetica Lariana” di Sandro Ciapessoni.. poeta tremezzino )

CAMPO

L’estate è generosa!
La stella vespertina
sovra il “Soccorso”, indora.

La notte è morbida
e avvolge il ciel di Campo.
La tenerezza sorge
col luccicar di stelle,
e Campo e la sua valle
festanti, la contiene.

I platani del viale accanto al rivo
coi tigli ombrosi,
annosi sono assai più di mia vita.

La brezza che dal lago lor perviene,
è il sussurrar gioioso di parole.

Tra le brughiere di Molgisio e Ossuccio,
la casa dell’infanzia mia, felice.

Campo!… Sorta dal Castrum
dell’antico impero,
dal mite Lario attinge la sua quiete.

Lacustro è il borgo e ben cospicui sono
i simboli di gloria del passato.

Dalla solenne “Villa Monastero”
coi segni ben vistosi di clausura,
all’isoletta verde “Comacina”
antica di ricordi dei “Comuni”.

La Santa Maddalena di Spuràno
e i secolari ulivi
ch’io vidi ancor fanciullo,
oggi… mi sono innanzi,
ed io… ed io ancor li ammiro.

Al fianco tuo o Nisa,
terrena ispiratrice
ricorderem Castàlia
dentro “al mulino”, fonte.

La fonte del mulino
adorna degli allori
di questa augusta valle,
udì nostre parole.

Ritorneremo ancora
in questi amati luoghi,
quando in estate, il ciel gonfio di stelle,
di magico colore
argenterà gli ulivi.

Selène ammaliatrice
cancellerà la notte…
Voce dolcissima
potrò ascoltare allora:

“Sandro!…la luna è tutta piena,
la notte non esiste!”.

Nisa! L’estate è generosa…
l’Espero vespertino
Sant’Agata di Ossuccio, indora .

(Sandro Ciapessoni)

PS:dedicata a pighin