Archivio per la tag 'bellagio'

28 Set

Ciao Antonia…

Pubblicato da anyony

Silvi, 27 settembre
Ciao Antonia, ciao Antonia… ciao Antonia… mai tanto spesso come nel corso di quest’estate ho ascoltato il gradito saluto quando salivo o scendevo da un battello, quando arrivavo in piazza San Giovanni per trascorrere qualche ora con la piacevole compagnia degli abitanti dell’antica frazione, tutte le volte che sbarcavo a Lenno per incontrarmi con i miei amici della sponda occidentale.

E come non ricordare gli amici di Lecco che mi hanno accolta con tanto calore al loro circolo canottieri. Mai così dolce mi è sembrato il suono del mio nome in un saluto pronunciato con calore ed affetto!


Non c’è paese del lago dove non mi senta a casa mia.


E poi ci sono nuove conoscenze che si aggiungono anno per anno per completare qual panorama lariano che da anni alloggia nel mio cuore. E ci sono le anatre con loro starnazzare, i candidi cigni che scivolano sull’acqua e gli aironi che con un battito d’ali salutano la Nuvola ad ogni suo passaggio, le rondinelle che nidificano in ogni angolo dell’antico borgo dove alloggio.


Ora sono qui al mare, la distesa d’acqua mi appare più immensa che mai e lo sguardo si perde nell’orizzonte, non c’è più il panorama talmente vicino che, nei giorni estremamente limpidi, mi sembra quasi di toccare, non ci sono monti, ma solo acqua, acqua infinita che ha sostituito il limitato specchio lacustre con i suoi pittoreschi borghi, con le sue chiesine romaniche, con i battelli che solcandolo lo animano.
Ora sono tornata alla mia dimora e non so perché, il mio nome pronunciato in un saluto sembra abbia un suono diverso. Eppure anche qui ho dei cari amici, anche qui le rondini hanno nidificato e ci sono i gabbiani, a volte si vede anche qualche airone cenerino e poi c’è Daniela l’amica del cuore, la “bimbetta” come uso chiamarla familiarmente! 
Ma non credo che sia questione di persone ma di musicalità del luogo che fa quasi da cassa armonica al saluto e tutto appare più magico quando riecheggia sulle sponde del Lario che continua ad affascinare migliaia di turisti che ad ogni estate arrivano e immancabilmente torneranno attratti dalla malia che solo certi luoghi sanno donare…

24 Set

A Bellagio una "Raccolta Museale Etnografica"

Pubblicato da anyony


Museo privato di antichi oggetti a Suira

A Suira, graziosa frazione sulla collina di Bellagio, esiste un interessantissimo museo privato di antichi oggetti.
L’ideatrice e creatrice di tutto questo è Lucia Sala, una giovane signora bellagina.
In pochi anni Lucia ha raccolto di tutto, da utensili per le faccende domestiche ad accessori per la pesca, innumerevoli chiavi e serrature di tutte le dimensioni, pizzi e sottane delle nonne.
E poi accessori per il lavoro nei campi, ingegnosi arnesi con cui si faceva il burro, bottiglie di tutte le forme e misure, trappole per uccelli e mille altri oggetti.
Ultimo arrivato è un arnese di legno e chiodi che serviva per cardare la lana.
Lucia ci ha raccontato che tutto iniziò quando, un pò d’anni fa, acquistò un appartamentino sulle montagne di Menaggio. Lì c’erano numerosissimi oggetti antichi e allora si trovò di fronte a una scelta: buttarli oppure creare un museo.
La giovane bellagina optò per la seconda soluzione (per la gioia di chi visita questo interessantissimo luogo)…Si sparse così la voce e ci fu subito una gara di solidarietà tra contadini, pescatori e abitanti dei paesi limitrofi che inziarono a portarle cose che magari in casa restavano inutilizzate da tempo.
L’ingresso al museo è gratuito,volendo, si può fare un’offerta a piacere.

Ma l’interesse di Lucia per tutto ciò che c’è di antico e di vecchio non finisce qui, infatti lei ama ascoltare gli anziani e le loro storie… ha recentemente scritto un libro con le testimonianze di 60 persone delle passate generazioni che le hanno raccontano fatti accaduti e modi di vita di tempi ormai passati… Il libro dal titolo “Tacàa al fôoc” (attaccati al fuoco) uscirà come strenna natalizia e io sarò tra i primi ed entusiasti acquirenti.

Voglio ringraziare Lucia per il suo interesse alle antiche usanze (ne ha davvero una cultura e con tanta simpatia, illustrando gli oggetti del suo museo, racconta ai visitatori avvincenti storie del passato).
E’ davvero bello ed encomiabile che ci siano persone giovani che portano avanti tradizioni che altrimenti andrebbero perdute.

Nella foto alcuni degli innumerevoli oggetti che si trovano nel museo di Suira.

3 Lug

Una romantica storia che si svolse a Bellagio

Pubblicato da anyony


L’amore tra Ippolito Nievo e “La Pisana”

Questa storia me l’ha raccontata per la prima volta Sandro Ciapessoni, poi l’ho letta in questi giorni sul libro ” la storia di Bellagio” che è un mio recente acquisto.

Ippolito Nievo nelle sue “Confessioni di un italiano” ha chiamato la protagonista “la pisana” e ha ambientato il tutto nel castello friulano Fratta. In realtà la vera protagonista sarebbe Bice Melzi e il luogo dove si svolge la storia è Bellagio.
Bice nacque nel 1832, suo padre era il conte Carlo Melzi. A Bellagio v’è ancora la bellissima villa Melzi con splendidi giardini e e io ho avuto la gioia di visitarla.
A 21 anni Bice fu data in sposa a Carlo Gobio, i due coniugi vissero in varie località , tra cui Genova e Milano, ma sopratutto a Bellagio in una villa che poi fu inglobata nell’ Holet Suisse… Ippolito era cugino di Carlo e fu ospite nella sua dimora per un certo periodo… lì nacque subito una grande simpatia tra Ippolito e Bice che presto si trasformò in amore probabilmente rimasto per sempre platonico…
Così il Nievo tornò spesso a Bellagio e nel 1859 quando l’Austria impose il disarmo al Piemonte, Ippolito si arruolò nei Cacciatori Delle Alpi e si accomiatò da Bice.
Vi fu poi una fitta corrisopndenza tra i due giovani che alimentò la fiamma che era nata tra di loro.
Ippolito Nievo scrivendo ad una amico da Palermo ricordò in modo particolare Bellagio dicendo che avrebbe volentieri cambiato un mese di Palermo con un solo giorno di Bellagio.
Nel 1964 il Nievo morì annegando nel nubifragio che colpì il battello a vapore “Ercole”.
Bice morì giovanissima due anni dopo, era da tempo malata di tisi…
Si dice che la sua ultima volontà fosse di essere sepolta avvolta nella camicia rossa di Ippolito Nievo e si racconta che la giovane abbia confidato al suo caro amico Attilio Rosati che era felice di raggiungere l’amato poeta…
Tutto ciò è stato sempre negato da Andreina Ciceri che è una discendente di Bice Melzi e Carlo Gobio…
Bice fu in un primo momento sepolta a Bellagio ma, in seguito, sua sorella Caterina fece spostare la salma nella tomba di famiglia a Gravedona sempre sul Lago di Como.

Nella foto l’Hotel Suisse come si presenta adesso

10 Feb

Bellagio, la perla Lario, attraverso pennello e penna di Mariangela Fumagalli

Pubblicato da anyony


Un quadro e una poesia

Signore e Signori tutti, gentili esteti dell?Arte e cultori delle finezze cui mente umana sa noi porgere; Vi segnalo questa Lirica della Poetessa e Pittrice Mariangela Fumagalli Nettuno di Bellagio, e la corredo pure con riproduzione di un suo dipinto ad olio su tela, raffigurante la ?Perla del Lario? in un suggestivo alternarsi di calde e nello stesso tempo, armoniose tinte, e con ampia visione delle serene cime che? fan corona al lago. Nella parte destra della foto è visibile la gran pineta di Bellagio, luogo di sognati romantici incontri da tutti anelato? ma da pochissimi capito. Io l? ho sempre definita come la ?pineta del silenzi? poiché in essa non è la voce umana che si sente, bensì la voce del cuore e degli sguardi.
Buona lettura e buon divertimento.
Sandro Ciapessoni.

***

VECCHIA OSTERIA ? ?DEL GAL? -

Vecchia osteria
sotto gli avìti platani
che dall?acqua traevano alimento,
lì, i vecchi del mio borgo
a sera, assiduamente adagiavano
su sgangherati legni,
loro spremute membra.

Ripresisi dopo un bicchier… soave,
il lor parlare antico e saggio diveniva,
tant?è che scordato lor faticoso giorno,
ai giovani sciorinavano non… solo vita agra.

Tenevan banco,
e fulcro dell?attenzione erano
poiché avevano il carisma dell?ascolto.

Vecchia osteria,
centro d?ascolto antico,
come i passeri trattenevi i segretei,
le foglie dei platani
- come natural cornice
che tutto incorporava,
tutto assorbivano,
e tutti lasciando poi a cuor leggero.

Mi manchi vecchia osteria,
mancano i saggi?
mancano le canute teste e con essi
mancano i bei valori…
ricordi amati
del mio borgo antico!

P.S. Il ?borgo? è notoriamente Bellagio.

Mariangela Fumagalli Nettuno.

***

Riferimenti: Clicca qui per saperne di più su Mariangela Fumagalli

12 Gen

Quando questi stupendi fiori ancora non adornavano Bellagio

Pubblicato da anyony


OLEANDRI

Poesia di Sandro Ciapessoni

Trascorsa è la stagione dei rigori
e l’ aria, ora è tiepida sul viso.

Dal lungo sonno dell’ inverno crudo,
si destan gli oleandri al caldo sole.

La chiara passeggiata al bordo lago
muta l’ aspetto in tutti i suoi colori.

L’ arcobaleno in terra si riversa,
Bellagio tutta intera
s’ illumina di festa.

Non son più mesti e di grigior vestiti
i bei temprati oleandri della riva.
Nella cornice eterna del creato,
nuovi coralli tra lor verdi foglie,
campeggiano sui rami, e generosi.

Tal si rinnova sempre la natura
in questa dolce e amabile stagione,
dal rododendro in boccio
all’ acero vermiglio.

E come non ricordar le secolari
acanfore in ogni dove sparse?
La gran pineta sovrastante il lago,
i platani di “Melzi” sul gran viale?
Camelie ed azalee in boschi unite,
profuse in cento toni di splendori
sui morbidi e lucenti manti verdi?

Il vanto della “Melzi”,
l’ orgoglio dei colori.

Bellagio che d’ inverno tempri i cuori,
ammira il tuo operato in primavera.
Forgiato sia col sole dell’ estate
sì che l’ autunno, caldo lo riveda.
E i monti tutti che ti fan corona,
cornice siano amabile e serena.

La stella luminosa, la Maggiore,
magnifichi le tinte
agli oleandri in fiore.

(Sandro Ciapessoni)

Foto tratta dalla mia collezione di cartoline antiche del Lario

29 Ott

Una pittoresca frazione di Bellagio

Pubblicato da anyony


(da “Poetica Lariana di Sandro Ciapessoni”)

PESCALLO

Pescallo non è sola
è costa di Bellagio
la baia più romantica
di tutto il gran contado.

La notte di Pescallo
rispecchia nel suo lago;
la luna è tutta piena…
la notte… non esiste.

Lungo l’ immenso arco
della celeste volta,
la candida galassia
sinuosa e ancor superba,
dispiega il niveo manto.

Seléne ammaliatrice
conturba di misteri
e pallidi colori,
le frastagliate cime
delle pietrose Grigne.

La notte è sul finire…
le fioche luci sparse fra le case,
ricordano le stelle ormai lontane,
ma in lento e silenzioso moto
il primo colorir
sull’ orizzonte scuro,
dietro le Grigne, appare.

È il magico momento del mattino.

Deserta è la borgata.
Nel mistico silenzio dell’ aurora,
l’ onde leggere
cullano le barche nella rada,
e gli alberi al ciel protèsi,
attendono che il vento
rigonfi lor le vele.

Dentro le viuzze antiche
e in lor penombra, fusi sono
i ricordi di sospirati amori!

E tanti ancor saranno
gli innamorati amanti
che nel contar le stelle…
si poseranno… stanchi.

Riferimenti: Poetica Lariana

22 Ott

Accadde a San Giovanni (frazione di Bellagio)

Pubblicato da anyony


QUEL VICOLETTO ANTICO
(ho alloggiato lì per un’estate)

“Che sapore d’antico in quel vicoletto
stretto al punto che non c’è posto per modernità.
Tutto è rimasto come un tempo,
le case fatte di pietra
e l’arco in fondo alla via
costruito masso su masso.
Anche il profumo dei gerani sulla finestrella
sembra avere odore di tempi ormai andati.
Tante volte seduta sull’uscio,
su quegli scalini di pietra,
ho immaginato chi fosse passato di lì.
Quante persone con quante storie
che ora sarebbero incomprensibili.
E la sera quando mi ritiravo
e un unico lampione
illuminava la stradina con luce fioca
un brivido mi percorreva.
Però dentro mi passava qualcosa di indescrivibile.
Temevo e nello stesso istante
assaporavo l’aria magica del passato.
Poi correvo un attimo a salutare il lago
e a riempirmi di lui prima del sonno.
Solo la luna mi illuminava quel portoncino di legno annoso,
e più volte tentavo di infilare quella chiave
coperta dalla ruggine dal tempo.
Chissà per quali mani era passata!
Quella stessa luna che poi nelle mie notti insonni
non mi stancavo mai di comtemplare
affacciata a quel davanzale di grigia pietra.
E lei mi guardava paziente dall’angolino in fondo al vico.
Mentre le dicevo:
Solo tu, unica testimone potresti raccontare,
solo tu conosci la storia che fu,
ne passeranno ancora di vite su questa via
vedrai ancora altri che si affacceranno estasiati
so che saprai tenere i loro segreti.
Ma se vorrai potrai raccontare di me
piccola donna.”

12 Ott

Bellagio, perla del Lario

Pubblicato da anyony


Vi presento la perla del Lario con una mia poesia

(in seguito ne parlerò ampiamente)

Voglio rivedere Bellagio
paese festante..
I suoi fiori dai mille colori..
gli oleandri sul lungolago..
i monti
le stradine ..
le caratteristiche salite..
sentire il leggero soffio della breva al mattino
e di notte godere dei mille riflessi
di luci nel lago
mentre i battelli lo solcano silenziosi
quasi con rispetto.

Voglio prendere caffè e brioche
ai bar sotto i portici,
mentre sui tavoli saltellano i passerotti
a rubare le briciole
senza paure nel paese della gioia.

Voglio tornare a suira
rivedere i larici secolari nel giardino
svegliarmi col canto del cucù
Ascoltare le campane di San giovanni
i loro melodiosi, unici, rintocchi.

Bellagio.. Perla del Lario..
mille volte ti hanno dipinta
mille volte cantata
ma arduo è presentarti nell’interezza del tuo splendore .
Solo con gli occhi ti si può abbracciare
e portarti poi nel cuore
come me che lontana
mi sento esule infelice dalla terra che amo.

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