8 Feb

La Madonna delle lacrime di Lezzeno, frazione di Bellano

Pubblicato da anyony

La cappella del miracolo

La mia curiosità per la Madonna delle lacrime di Bellano sul ramo di Lecco, –  il cui santuario è situato nella frazione alta di Lezzeno – da non confondere con il paese omonimo che si trova sul ramo di Como – è andata sempre aumentando da quando il mio caro amico di Lecco mi ha raccontato che è raffigurata dalla stessa immagine della Madonna della Pace di Nobiallo, frazione di Menaggio. Una copia di quella Madonna fu portata a Lezzeno di Bellano da un contadino che, in pellegrinaggio a Nobiallo, ne acquistò una copia e la collocò nel suo podere.

La prima volta che ho tentato di raggiungere il santuario fu all’inizio dell’estate quando mi recai al mercato di Bellano, ma non fui fortunata, il sacro edificio è situato troppo in alto per salire a piedi e, per quanto abbia chiesto, sembra non ci siano autobus per che portino sul luogo. La seconda volta mi recai con Enzo: arrivammo nel tardo pomeriggio mentre si stava celebrando la Santa Messa e quindi la chiesa non si poteva visitare. Una freccia indicava un ambiente sul lato posteriore della chiesa dove si potevano acquistare dei ricordini. Purtroppo il piccolo negozio era chiuso, ci informammo da una signora del luogo che ci disse che avrebbe aperto alla fine della sacra celebrazione e ci consigliò, nell’attesa, di recarci alla Cappella del Miracolo situata a solo centocinquanta metri di distanza.

Il percorso  si svolgeva attraverso una mulattiera leggermente in salita da dove si potevano ammirare dei meravigliosi scorci del paese di Bellano. Ciò che più mi attrasse fu l’atmosfera mistica che ci accompagnava con numerose immagini della Madonna corredate da scritti che invitavano alla preghiera, ogni volta per motivi diversi ma tutti con l’unico fine di preparare spiritualmente il pellegrino nel raggiungimento del sacro luogo dove avvenne il miracolo.

Riconobbi l’immagine della Madonna della Pace di Nobiallo già da una piccola raffigurazione in pietra situata su di una fontanella a pochi passi della santa cappella. Mi tornarono in mente le parole del mio amico di Lecco che mi aveva raccontato la particolare storia di questa Madonna venerata in due paesi su rami diversi del lago.

Non restammo molto in preghiera per il timore di non scendere in tempo per acquistare dei ricordini, ma riuscii a scrivere un bigliettino in cui chiedevo una grazia e ad imbucarlo in un’urna a disposizione dei pellegrini.

Purtroppo arrivammo tardi, la signora che si occupa del piccolo negozio era già andata via; vani furono i nostri tentativi di raggiungerla lungo la strada che stava percorrendo per tornare a casa, indicataci dalla stessa signora che poco prima ci aveva consigliato la visita alla cappella del miracolo.

Trovammo chiuso anche il portone della chiesa, la chiave del sacro edificio l’aveva la stessa signora del negozio di ricordini, ci accontentammo di scattare qualche foto del panorama dal sagrato della chiesa.

Non ci restava che far ritorno a casa, ci sentivamo felici a metà per quell’escursione che non era riuscita al cento per cento, ma non eravamo scoraggiati, in fondo un primo passo verso la Madonna miracolosa era stato fatto, considerammo gli ostacoli trovati lungo il percorso come un invito divino a tornare. Decisi in quel momento che non avrei potuto lasciare il lago senza aver visitato la chiesa e acquistato ricordini.

L’occasione si è presentò in seguito grazie ai cari amici Franz, Carla e Veronica che si offrirono di accompagnarmi al sacro percorso.Stavolta trovammo tutto aperto e grande fu la commozione nel salire i gradini dell’altare per trovarci di fronte alla teca dov’è custodita l’immagine miracolosa della Madonna delle Lacrime.

Dopo aver acquistato dei ricordini, ci avviammo verso la cappella del miracolo costruita poco dopo che Bartolomeo Mezzera, un contadino, che ospitava la santa immagine nel suo podere, ritirandosi una sera a casa, vide la Madonna lacrimare sangue.

Ci soffermammo a leggere le varie frasi lungo il cammino che invitavano alla preghiera. Tutte  riportavano temi attuali che ci fecero riflettere e pregare, invocando pace, rispetto e serenità per la società tormentata da sofferenze e inutili dannose prepotenze, dove si rischia di perdere  di vista il fine ultimo del nostro passaggio sulla terra.

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