A Sotto il Monte e la poltrona miracolosa del Papa Buono
Pubblicato da anyony
Quest’estate i miei amici Carla e Franz mi hanno fatto il gradito dono di portarmi a vistare Sotto il Monte, il paese che diede i natali a Papa Giovanni XXIII, oggi meta di numerosi pellegrinaggi.
Venerdì 25 novembre 1881 alle ore 10.15, in via Brusicco 42, nel Palazzo dei proprietà dei conti Morlani, nacque Angelo Giuseppe Roncalli, quartogenito di tredici figli. La patriarcale famiglia Roncalli, destinata ad ingrandirsi ulteriormente, si trasferì nel 1893 nel vicino edificio della Colombera.
Attualmente la casa natale, secondo lo spirito della semplicità e l’umiltà del Papa buono, è visitabile gratuitamente. Custodita dai padri del PIME, è un museo di ricordi dedicato al Beato Giovanni XXIII e alle sue umili tradizioni. Entrando nel portico che porta al cortile, si può ammirare un gruppo bronzeo a grandezza naturale che rappresenta il Papa con i suoi genitori ed un bambino, raffigurante suo nipote Saverio. La stupenda scultura è dell’artista Carlo Balljana, il titolo dell’opera è : “Focolare di bontà, sorgente di vita”.
L’artista ha immaginato un incontro del Papa, trasportato dagli angeli, con i sui cari defunti, subito dopo essere stato eletto al pontificato. La cascina appare con un ampio porticato a tre arcate, facciata tinteggiata di rosa antico e una rustica scala in legno che porta alle semplici stanze.
Al piano superiore è possibile visitare la stanza dove nacque il Papa con il letto dei suoi genitori, un cassettone-scrivania e un quadro raffigurante la Vergine.
Nella altre stanze vi sono numerose foto di famiglia e l’albero genealogico.
Nelle vicinanze della casa natale sorge il Seminario del P.I.M.E. (Pontificio Istituto Missioni Estere), società di vita apostolica composta da missionari e fondato il 31 luglio 1850 da Padre Angelo Ramazzotti, la cui prima pietra fu benedetta da Papa Roncalli il 18 marzo 1963.

Il Seminario del PIME, per anni luogo di formazione per i futuri missionari, è attualmente un luogo di ritiro e preghiera per gruppi provenienti dall’Italia e dall’estero.
Salendo le scale verso la chiesa del seminario, sono rimasta colpita nella “sala della grazie” dai numerosissimi ex voto e, in una stanza attigua, dagli innumerevoli fiocchi rosa e celeste portati lì da molte mamme o per chiedere una grazia per i loro bambini o come testimonianza di una nascita. Mi sono commossa leggendo alcune letterine indirizzate al Papa.
Dopo aver visitato la casa natale, ci siamo recati alla Camaitino, casa dove il Beato Roncalli ha trascorso le sue vacanze per ben 32 anni prendendola in affitto. Camaitino fu costruita da un antenato del Papa Giovanni e poi passò per vari proprietari fino ad arrivare alla famiglia Scotti Guffanti. Questi ultimi proprietari ne fecero dono ad Angelo Roncalli quando salì al pontificato. In un manoscritto il Papa ci tiene a precisare:
Camaitino è uno straordinario condensato di ricordi, di cimeli,di testimonianze, di oggetti personali e di vestiti, addirittura di interi ambienti abitativi, che permettono di ripercorrere, non senza una palpabile emozione, l’intera vita di un semplice sacerdote di provincia divenuto vescovo, cardinale e infine papa. Assistiti e guidati dalle Suore delle Poverelle, ci “caliamo” nella vita di Papa Giovanni, seguendolo nei suoi numerosi viaggi per il mondo e, affiancandolo nei suoi incarichi sempre più importanti e gravosi, fino all’elezione a successore di Pietro. Una vita sempre in crescendo, scandita dai suoi abiti religiosi esposti nella casa. Persino la camera dove il Papa è deceduto è stata trasferita nella Camaitino, completa del crocifisso cui rivolse la sua ultima preghiera, il letto su cui terminò la sua esistenza terrena e la poltrona su cui riposò nei suoi ultimi giorni.
A proposito della poltrona di Papa Giovanni ho un episodio da raccontare che mi rimarrà per sempre impresso. Mentre mi trovavo in visita alla casa e ascoltavo le spiegazioni di una suora che stava mostrando la bara trasparente nella quale era stato esposto in un primo momento il corpo imbalsamato del Papa in Vaticano, un’altra suora mi è venuta incontro dicendomi: “venga, venga, che ho qualcosa da mostrarle”. Mi ha portata insieme a i miei amici verso una stanza alla quale un cordone sulla porta impediva l’ingresso. Ci ha detto che raramente era permesso ai visitatori di entrare in quella stanza, ma per me voleva fare un’eccezione. In quella camera c’erano, una libreria, un divano e la poltrona sulla quale il papa aveva trascorso i suoi ultimi giorni. La suora mi ha esortata a sedermi per qualche istante e chiedere una grazia che certamente sarebbe stata esaudita in quanto quella poltrona era molto miracolosa. Sbalordita e confusa dell’inatteso e prezioso dono, mi sono timidamente “accomodata” e in un attimo ho pensato a chiedere l’intercessione del Beato Giovanni XXIII per una persona a me cara.
La spiegazione al perché la suora, tra tanti visitatori, avesse scelto proprio me, era più vicina di quanto potessi immaginare: Franz che, in una visita precedente alla Camatino, aveva già conosciuto la religiosa originaria di Filago, lo stesso paese dove lui e sua moglie abitano, aveva raccontato alla religiosa che ero venuta appositamente dall’Abruzzo per visitare quel luogo sacro. La suora, credendomi animata da grande devozione, ha voluto farmi il prezioso dono.
Lasciata la Camaitino, siamo andati a Filago a casa dei miei amici, anche dal loro balcone si potevano ammirare i picchi del Resegone. Ora, nei giorni di lontananza dal Lario, quando penserò a Franz e Carla, li potrò immaginare nel loro accogliente e grazioso appartamento.
Abbiamo fatto ritorno a Bellagio che era l’imbrunire, il misticismo dei luoghi mi ha conquistata: i pochi istanti trascorsi sulla miracolosa poltrona mi resteranno per sempre impressi come uno dei miracoli offerti dal Lario e dal profondo sentimento di amicizia che mi lega Carla e Franz.
Ermes, in seguito, mi regalerà una pagina di giornale che riporta una notizia poco nota circa Papa Giovanni XXIII che mi ha lasciata davvero stupefatta. La riporto qui come l’ho letta:
Fra i tantissimi personaggi illustri che hanno onorato con la loro appartenenza l’Arma della Fanteria, il più illustre sicuramente è stato Sua Santità il Papa Giovanni XXIII che dal 2 novembre 1902 prestò servizio come volontario presso il 73esimo Reggimento Fanteria “Lombardia”allora di Stanza a Bergamo, nel 1902 fu promosso caporale, nello stesso anno anche sergente.
Durante la prima guerra mondiale fu richiamato come Cappellano militare, ma conservò tanto amore per la Fanteria che vantò sempre di averla servita con felicità ed onore. Ai suoi funerali in vaticano intervenne, per desiderio espresso dai fratelli, anche la bandiera del 68esimo Reggimento di Fanteria.
7 Commenti »
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Pubblicato il 01 12 2011 alle 11:34
Cara Antonia,
subito dopo la Sua scomparsa, noi – per ragioni di lavoro – ci si recava sovente in Lombardia, anche quattro volte al mese, e sempre era occasione per visitare la casa natale di Papa Roncalli. Era tutto molto semplice allora, e quella forma di autentica semplicità, sprigionava tante emozioni. Con mia Moglie, abbiamo visitato tutto, mia Moglie era molto devota al ricordo di papa Roncalli. Quando lavoravo a Venezia, Egli era Patriarca di Venezia ed usava uscire al mattino presto per la sua passeggiata. Uscivo anch’io presto per poter fumare il mio mezzo sigaro toscano; lo incontrai più volte… la sua semplicità era unica, il suo incontro destava sempre un carissimo incancellabile ricordo. Non lo si poteva dimenticare come tuttora non lo dimenticherò mai!
Caramente, Sandro.
Pubblicato il 01 12 2011 alle 12:43
Concordo con te caro Sanro, Papa Giovanni è indimenticabile e la sua semplicità risalta anche nella Camaitino. E già il fatto che non si paghi nulla per visitare sia questa dimora che la sua casa natale ne è la dimostrazione.
Grazie carissimo per la tua costante presenza, un abbraccio
Antonia
Pubblicato il 14 12 2011 alle 17:10
… forse è una coincidenza che debba, proprio in questo articolo su papa Giovanni, stringermi al petto, forte, forte la NOSTRA Amica Antonia, perché pochi giorni or sono è scomparsa, nella città partenopea, Mamma Teresa, la Mamma della nostra Antonia!
Mamma Teresa se n’è andata dopo aver vissuto una lunga vita, nella quale, crediamo, spesso si sia sentita orgogliosa di come… le fosse “riuscita bene” questa sua figlia!
Siamo tutti felici di annoverare Antonia come Nostra Amica ed in questo momento di dolore, credo di interpretare il pensiero di tutti Voi, Amici cari, frequentatori della Terrazza ed amanti del Nostro Lario, nel dire ad Antonia che Le siamo vicini come non mai e…
quasi mi pare di sentire un mormorio… d’acque…
Sì… insieme a noi, accanto ad Antonia…
c’è anche il SUO Lario…
con tutta la Sua Meravigliosa GENTE!!!
Pubblicato il 14 12 2011 alle 18:08
Cara Antonia ,
come siamo fragili quando il dolore ci attanaglia, vivere questi momenti di tristezza non è facile non sarà facile, quando viene a mancare la persona più cara,
Mamma Teresa,
che ti ha insegnato e dato tanto amore.
I suoi insegnamenti fanno parte di te, non c’è dono più bello che i nostri genitori ci possano lasciare.
Ti stringo forte forte…Un abbraccio di cuore.
Anna
Pubblicato il 16 12 2011 alle 19:00
Carissimo Alfredo,
le tue parole mi hanno profondamente commossa. In questi momenti l’abbraccio di un amico dona forza e coraggio e ti ringrazio dal più profondo del cuore. Tu sai cosa significhi il dolore per la perdita di una parsona cara ma sai anche che abbiamo un angelo in cielo che ci protegge.
Ricambio l’abbraccio con immenso affetto,
Antonia
Pubblicato il 16 12 2011 alle 19:04
Carissima e dolcissima Anna,
le tue parole dono davvero sagge: la mamma è la persona più importante della nostra vita e ci insegnato a camminare sulla difficile strada della vita, quando viene a mancare si sente un vuoto incolmabile. Ma so che lei dall’alto mi vede e che non vorrebbe vedermi soffrire, questo pensiero mi dà la forza di andare avanti e pensare al domani.
Ti ringazio della tua amiciza e del tuo prezioso affetto,
ti abbraccio forte
Antonia
Pubblicato il 24 12 2011 alle 23:48
E’ tanto che non ci sentiamo,ma sei sempre nei miei pensieri,auguri carissima,che estendo ai lariani tutti,e al poeta Sandro Ciapessoni,colonna portante del tuo blog!
Buon Natale!