Per Sandro Ciapessoni e tanti altri amici laghèe
Pubblicato da anyony

Il post con l’antica immagine, lo dedico a Sandro Ciapessoni e a tanti altri amici tra cui Fabrizio, Pier e Aldo che mi hanno parlato di questo nucleo antico dove si sono svolti avvenimenti storici di una certa importanza.
Ho finito anch’io con l’amare questa frazione di Lenno i cui abitanti si sentono di appartenere al paese di Ossuccio che geograficamente è più vicino.
La cartolina è forse l’unica tra quelle che possiedo in cui si può vedere il “frutteto” dove Sandro Ciapessoni ha tanti ricordi della sua infanzia, essendo suo padre il giardiniere che si prendeva cura del luogo. Ora il frutteto non esiste più e quella zona verde è divenuta una zona industriale.
Dalla riva Campo, mi ha raccontato il mio amico Pier, parte con la sua gialla e affusolata canoa per esplorare l’ amato lago. Aldo, ogni martedì, per sfuggire al traffico del mercato, si rifugia nelle stradine silenziose dello storico nucleo e lì ripercorre tutti i suoi ricordi. Fabrizio abita a Campo col suo meraviglioso labrador Schila e sulla riva ha ormeggiato ha la sua originalissima barca “L’ozio e la serenità”. Una serie di coincidenze o forse il destino ha fatto in modo che io conoscessi tutte queste persone che hanno come denominatore comune l’amore per Campo di cui mi hanno fatta partecipe.
È lì che mi reco quando sento la necessità di vivere la quiete della natura e meditare in una solitudine spirituale, in quei momenti magici mi scorrono davanti racconti di vissuto che mi sono stati trasmessi con passione.
Di fronte al frutteto c’è la Villa Balbiano che appartenne al cardinal Durini che ne fece un luogo di alta cultura, riporto di seguito una breve la storia della villa e del cardinale:
Villa Giovio Balbiano fu edificata per volere del cardinale Tolomeo Gallio su una preesistente costruzione alla fine del XVI secolo utilizzando disegni di Pellegrino Tibaldi, detto “il Pellegrini” (1527–1596), commissionati dalla famiglia Giovio prima che cedesse la proprietà al cardinale che nel 1586 ottenne la contea delle “Tre Pievi” (Gravedona, Sorico e Dongo) sulle rive del lago di Como. Dopo alterne vicende la villa tornò per breve tempo in possesso del conte Giambattista Giovio da cui nel 1787 l’acquistò il cardinale Angelo Maria Durini. Quest’ultimo la trasformò nella sua nuova villa di delizie dove trasferì il suo celebrato cenacolo letterario abbandonando le ville di Monza Mirabello e Mirabellino da cui trasferì la sua ricca biblioteca e le sue collezioni d’arte. Sulla falsariga di queste ultime due ville, il cardinale Durini fece costruire la villa del Balbianello sull’adiacente dosso di Lavedo che acquistò a questo scopo. Questo fu il periodo di massimo splendore che visse la villa di Balbiano sul lago di Como.
Il Cardinal Durini nacque a Milano, il 29 maggio 1725 in seno alla famiglia Durini, subentrata ai De Leyva nel feudo di Monza. Era figlio di Giuseppe, secondogenito di Gian Giacomo II, e di Costanza Barbavara.
Avviato alla carriera ecclesiastica perfezionò i suoi amati studi letterari a Parigi dove nel 1744 accompagnò lo zio vescovo Carlo Francesco nella nunziatura. Fu consacrato arcivescovo di Ancira il 22 dicembre 1766 da papa Clemente XIII.
Fu legato pontificio a Varsavia dal 1766 al 1776 quando Papa Pio VI lo elevò al rango di cardinale nel concistoro del 20 maggio dello stesso anno.
Il cardinale, ritiratosi intanto a vita privata, non si recò mai a Roma a ritirare il titolo cardinalizio.
Fu un letterato e mecenate delle arti.
Morì il 28 aprile del 1796 all’età di 70 anni. Fu sepolto a Como nella chiesa di Sant’Abbondio.
8 Commenti »
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Pubblicato il 25 04 2011 alle 14:19
Appena saranno passati tutti questi pensieri che mi affliggono,quando tutto sarà risolto.LA prima cosa che farò sarà quella di andare li a Campo co la mia canoa.Pier
Pubblicato il 25 04 2011 alle 14:45
E io Pier ti auguro che sia al più presto e che tu possa godere della pace e della gioia interiore che quei luoghi ti hanno sempre dato.
Un abbraccio
Antonia
Pubblicato il 25 04 2011 alle 20:00
E così cara Antonia, hai trovato il giusto modo per tener sempre desta la mia memoria ai ricordi del mio, anzi, del nostro amato Lario e pur anche, della nostra amata Campo. Mi hai fatto una sorpresa che proprio non m’aspettavo… il giorno della Pasquetta… ci siamo portati così virtualmente in quel di Campo, esattamente nel frutteto, esattamente nel luogo a me più caro poiché lì sono ancora parecchi lavori, parecchi sudori di mio Papà. La prima parte che si vede lì nella foto è il terreno del giardino-fontana e abitazione del Poletti; quella abitazione prese il nome di “Balbiano”. Infatti il frutteto creato da mio Papà nel 1925, portava proprio quel nome. Complimenti Antonia per tutta l’esatta cronologia e cronistoria riguardante la località. Mi è commovente ricordare che accanto alla nostra abitazione (a metà del frutteto) mio Papà aveva fatto preparare un bellissimo pergolato in ferro battuto, sul quale si avvinchiava l’uva amara ed anche il glicine. Sotto al pergolato un pesante tavolato in granito dello spessore di circa 15 cm. faceva da tavola; ai lati le sue panchine sempre in granito. Nel rovescio della grande tavola di pietra c’era inciso: DVRINI C. – Nei giochi di bambino, sotto quel tavolato ci si nascondeva, e sopra al contrario… facevamo merenda!
Comunque cara Antonia, la villa Poletti, quella al di là della strada che da sul lago all’altezza della chiesa, è stata recentemente acquistata da un industriale delle Russia. Infatti, quella, era la villa padronale proprio per eccellenza! Ti ringrazio di cuore per la squisita tua delicatezza nel ricordarmi in questa solenne festività… almeno Antonia, abbiamo fatto virtualmente la Pasquetta insieme. Ti abbraccio mia fedele e carissima Amica, ti abbraccio con tutto il cuore. Caramente, Sandro.
Pubblicato il 25 04 2011 alle 21:45
Caro Sandro, i tuoi ricordi mi hanno commossa. Questo tuo scritto è prezioso, hai dato una descrizione dettagliata di quanto la cartolina rappresenta ed ora è completamente mutato ma esiste attraverso la tua memoria che sarà la mia per non dimenticare i luoghi che sono stati sempre tanto cari a te e che lo sono anche per me, accolta da questo lago in un abbraccio familiare.
La Pasquetta insieme sulle rive del lago sono il dono più prezioso che io abbia potuto ricevere in questo giorno di festa.
Grazie mio caro, ti abbraccio con il consueto affetto,
Antonia
Pubblicato il 26 04 2011 alle 05:18
Molto bello il racconto con dedica, grazie
e buone feste.
Fabrizio
Pubblicato il 26 04 2011 alle 08:02
Grazie a te Fabrizio per aver regalato a Campo il tuo estro e la tua originalità e grazie anche a Shila che, insieme a te a all’Ozioe e la serenità, raprresenta una delle attrazioni del Lario da non perdere.
Ciao
Antonia
Pubblicato il 20 09 2011 alle 12:00
Ricordo con affetto l’architetto bernasconi. Quando ci ha lasciato?
Pubblicato il 08 10 2011 alle 14:34
Erg.Sig Sandro, nel mio albero genealogico e precisamente il bisnonno era tal Giacomo Ciapessoni di Griante nato il 08.04.79….ha per caso notizie da darmi su possibili comuni avi…???